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  • Ferita
  • Disinfezione e pulizia delle ferite
    La ferita è un’alterazione di continuità della cute o delle mucose con eventuale danneggiamento degli strati sottostanti.

    Esistono vari tipi di ferite in base alla profondità degli strati colpiti e dalla modalità con cui vengono prodotte.

    La ferita da punta è provocata da oggetti che penetrano la cute perpendicolarmente ( es. spilli, chiodi ). Può essere superficiale o profonda; è poco dolorosa e poco sanguinante e per questo motivo può venire spesso, erroneamente, sottovalutata.

    La ferita da taglio è provocata da coltelli, vetri. E’generalmente più estesa in lunghezza che in profondità e presenta margini netti e fortemente sanguinanti.

    Altre tipologie sono la ferita lacera, che avviene per strappamento della cute e la ferita lacero-contusa provocata da contusioni che portano a lacerazioni della pelle ma anche a presenza di ecchimosi ed ematomi.

    Il primo intervento per la cura della ferita ( quando questa non richiede ospedalizzazione immediata ) è la pulizia, che va effettuata utilizzando una garza imbevuta di disinfettante.
    Per la pulizia della ferita bisogna partire dall’interno verso l’esterno per favorire la fuoriuscita di eventuali corpi estranei.

    A seconda della gravità della ferita si può coprirla con una medicazione o un cerotto avendo cura che lo strato adesivo non venga a contatto con la ferita.

    Il Neomercurocromo, uno dei disinfettanti più utilizzati, ha come principi attivi l’Eosina, il Cloroxilenolo e Glicole Propilenico.
    La nuova formulazione di Neomercurocromo non contiene composti a base di mercurio.
    Il Neomercurocromo è adatto al trattamento locale di ferite, ma anche di abrasioni, scottature e piaghe.
    Vanno applicate alcune gocce di prodotto 1-2 volte al giorno sulla parte lesa, che va eventualmente coperta con un bendaggio, avendo l’avvertenza di non versarlo sugli abiti, perché le macchie sono difficilmente eliminabili.

    Un altro noto disinfettante è il Betadine, il cui principio attivo è l’Iodopovidone. Si applica direttamente sulla cute. Si può coprire la parte con garze e bende adesive. E’ opportuno applicare 2 volte al giorno uno strato della soluzione di colore marrone fino ad ottenere una colorazione di intensità media; si forma una pellicola superficiale che non macchia. Una quantità di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di Iodio) è sufficiente a trattare una'area di circa 15 cm di lato.
    In caso di impiego per periodi prolungati su estese superfici corporee, su mucose o sotto bendaggio occlusivo, in particolare nei bambini e nei pazienti con disordini tiroidei, praticare test di funzionalità tiroidea. In età pediatrica Betadine deve essere usato solo in casi di effettiva necessità e sotto controllo medico.
    In gravidanza e durante l’allattamento Betadine deve essere usato solo in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico. ( Xagena )


     
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