- Emicrania: buona risposta con gli antinfiammatori - analgesici
- La cefalea, nota anche come mal di testa, è un disturbo comune. La forma acuta della cefalea, ad esordio improvviso e grave, in un soggetto sano può essere correlata ad una patologia endocranica, quale l’emorragia subaracnoidea o una meningite.
Le cefalee croniche, invece, possono essere correlate ad ipertensione, malattie dentarie, malattie oculari, sinusite, o trauma cranico.
I pazienti che soffrono di cefalea da tensione accusano in modo frequente una ridotta capacità di concentrazione, ed il disturbo può essere esacerbato da stress emotivo, dall’affaticamento, dal rumore o dalla luce.
Il primo approccio consiste nell’uso di semplici analgesici, come gli antinfiammatori non-steroidei ( FANS ). Possono risultare utili anche le tecniche di rilassamento ( massaggio, bagni caldi, biofeedback ).
L’emicrania è una cefalea, che si presenta in modo episodico, talora associata ad anoressia, nausea, vomito, fotofobia, annebbiamento della vista. Gli episodi possono durare diverse ore o più.
Si ritiene che l’origine sia vascolare.
Gli attacchi possono essere scatenati da stress emotivi o fisici, da mancanza o da eccessivo sonno, da digiuno, da particolari cibi come il cioccolato, da bevande alcoliche, dalle mestruazioni, o dall’uso dei contraccettivi orali.
Può risultare utile l’assunzione di un analgesico come l’Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ) o l’Ibuprofene ( Algofen ).
Dall’analisi della revisione è emerso che, nei pazienti con emicrania, l’Ibuprofene 200 e 400 mg ( pari, rispettivamente, a 1 o 2 compresse di Algofen 200 mg ) è efficace nel ridurre l’intensità della cefalea e di rendere i pazienti liberi dal dolore entro 2 ore. Il dosaggio di Ibuprofene 400 mg migliora la fotofobia e la fonofobia. ( Xagena2008 )
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